You are here

Il Progetto

La Città di Torino, sebbene in modo "sparso", ha da sempre pubblicato sul proprio sito istituzionale numerose quantità di dati distinguendosi da sempre come amministrazione trasparente e partecipativa.

Si citano, come esempi, quattro casi noti che dimostrano come la Città di Torino abbia da sempre tenuto caro l’obiettivo di condivisione e partecipazione:

  • Il Geoportale, dal 2009 vero e proprio strumento per la consultazione di dati su territorio, viabilità, servizi ed altro ancora con la possibilità di georeferire le informazioni contenute oltre che scaricarle in formato Shape;
  • La pagina del Consiglio Comunale ove sono reperibili le informazioni relative a presenze, votazioni e verbali delle sedute di consiglio, attiva dal 2002;
  • Le pagine dell’ufficio Statistica che da più di un decennio pubblica dati, sebbene aggregati ed in parte elaborati, relativi a popolazione, prezzi e amministrazione della città in genere;
  • I dati elettorali fin dal 1995 disponibili sulle pagine web dedicate.

Le maggiori difficoltà di pubblicare ed organizzare le informazioni sono da ricercarsi principalmente nella molteplicità di supporti, di formati e di tecnologie che insistono su di esse. Se da una parte i più ferventi sostenitori dell’Open Data sostengono l’idea che le amministrazioni dovrebbero pubblicare i propri dati subito, così come sono senza aspettare tempo e senza preoccuparsi troppo della loro comprensione, dall’altra non si può dimenticare che uno dei cardini che muove il concetto di democrazia partecipata è che i dati devono essere fruibili ed usabili. Le informazioni vanno quindi organizzate e, ove necessario, convertite in formati “open” per permetterne un più ampio riuso ed un immediato reperimento.

Un primo approccio con gli Opendata la Città di Torino l’ha già avuto ad inizio 2010 quando assieme a Biennale Democrazia ha reso pubblici alcuni dati ed intorno ad essi ha promosso un evento/concorso (Torino Open Data Contest) in cui veniva richiesto ai partecipanti di creare un’applicazione che utilizzasse almeno uno dei dataset proposti.

http://aperto.comune.torino.it/ permette a tutti gli utenti, enti o organizzazioni pubbliche e private di usare i dati secondo la licenza open IODL e nel rispetto delle leggi offrendo diverse possibilità:

  • eseguire il download dei dati, dei relativi metadati e delle descrizioni esplicative;
  • commentare e indicare collegamenti ad altre risorse presenti in rete che possano integrare, migliorare o meglio descrivere i dati pubblicati;
  • eseguire il download delle App, quando saranno presenti nella sezione dedicata;
  • segnalare una App realizzata utilizzando un dataset e/o incrociando lo stesso con altri dataset, anche di provenienza differente dalla Città di Torino.

Per raggiungere più rapidamente l’informazione desiderata sono state predisposte alcune modalità di ricerca e di navigazione dei dataset:

  • basata sulle parole chiave/tag, o su vocaboli presenti nel titolo e nella descrizione del dataset;
  • basata su un albero di ricerca relativo alle categorie.

I prossimi sviluppi del portale prevedono di ampliare il campo di azione che sarà a disposizioni degli utenti, tra questi:

  • votare l’utilità, l’interesse e la qualità del dato;
  • ricercare un Dataset basandosi sull’Unità Organizzativa da cui provengono i dati o di cui essa ne è responsabile;
  • ricercare un Dataset relativamente al periodo di riferimento dei dati.

Il “movimento” dei Dati Aperti o, per meglio dire, dei Dati Aperti in ambito Pubblico nasce nel 2009 quando alcune nazioni, quali Stati Uniti d’America, Gran Bretagna, Canada e Nuova Zelanda, iniziano a pubblicare su Internet collezioni di file contenenti una grande quantità di dati riguardanti l’amministrazione pubblica, il territorio, l’economia, la salute e comunque quanto in loro possesso, per natura di libera fruizione da parte di cittadini, enti e organizzazioni in quanto dati pubblici.

Il 21 gennaio 2009 il Presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, indica le informazioni mantenute dal governo federale un bene nazionale ed afferma che adotterà le iniziative opportune per la loro rapida divulgazione in forme che il pubblico possa facilmente trovare e utilizzare.

Da allora, tutti i dati pubblici prodotti dalla Casa Bianca sono stati messi in rete creando uno starto più partecipativo, democratico, trasparente e collaborativo.

L’Italia e l’Europa partono formalmente dalla direttiva 2003/98/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio in cui, il principio generale afferma che gli Stati membri provvedono, ove possibile per via elettronica, al riutilizzo di documenti in possesso degli enti pubblici a fini commerciali o non commerciali.

Col Decreto Legislativo 24 gennaio 2006, n.36, l’Italia attua la direttiva europea e disciplina il riutilizzo dei dati pubblici.

In Italia i Dati Pubblici Aperti hanno sofferto inizialmente la mentalità a volte un po’ troppo burocratica, a volte un po’ troppo avara e gelosa di informazioni che impropriamente si credono di proprietà di un ente, di un settore o di un ufficio. Tra i pionieri, la Regione Piemonte col portale del riuso www.dati.piemonte.it/ ha reso pubblici, fin dai primi mesi del 2010, una notevole quantità di dati in suo possesso rendendoli disponibili liberamente e creando un ambiente di condivisione e confronto.

Il portale ufficiale dei dati aperti italiani della Pubblica Amimnistrazione ricalca i principi di partecipazione, trasparenza ed innovazione propri dell’Opendata ed è reperibile all’indirizzo http://dati.gov.it.